L’ammazzacaffè di Balestro

L’ammazzacaffè di Balestro (Tiziana)

Donne con le gonne

La gonna è uno degli indumenti femminili più rivoluzionari che conosciamo. La sua trasformazione si è protratta nel tempo, ma la linea sartoriale che più si avvicina al modello attuale si ha nel secondo dopoguerra. L’origine di questo capo si può stabilire addirittura ai tempi dei mesopotamici. Senza andare troppo a ritroso, i passi più significativi della sua evoluzione possono essere riassunti arrivando ai primi del Novecento. Prima erano modelli spezzati di tuniche o comunque avevano forme più bombate e diverse rispetto al 1900 in cui si ebbe la geniale idea di abbinare sopra e sotto del vestiario: nacque così il tailleur. Ci fu anche la gonna pantalone in piena guerra mondiale, e il famosissimo tailleur di Coco Chanel creato nel 1954 con le sue particolari stampe.
Nei fatidici anni ‘60, nel pieno della rivoluzione, nacque la minigonna pronta a essere indossata da donne più disinibite e libere. L’abbigliamento ha sempre riflettuto il periodo storico.
Arrivando così ai giorni nostri in cui cambiò il tessuto, in particolare col jeans si ebbe un altro passo epocale.
Adesso abbiamo forme, lunghezze, fantasie, tessuti di tutti i tipi; c’è solo l’imbarazzo della scelta.
Con l’emancipazione la donna ha alternato l’uso esclusivo di gonne o vestali con i pantaloni, segno di parità con l’uomo.
Libera scelta, che tuttavia, secondo me, la gonna dà quel tocco femminile in più, quello che ci distingue dagli uomini anziché per forza uniformarci.
Negli ultimi tempi, però, si osa e si provoca facendo sfilare modelli maschili con delle gonne. È chiaro che in giro non vedremo questo tipo di rivoluzione inverso fatto dall’uomo. O forse sì? La storia dice che la donna ha indossato i pantaloni, che prima erano riservati agli uomini. Chissà se mai succederà? A dirla tutta in Scozia non fa clamore incontrare un uomo col gonnellino. Il kilt  risale al 1727 più o meno. A tutt’oggi ogni famiglia scozzese ha un kilt personalizzato da stoffa, colori e fantasia. In questo modo quel gonnellino indica l’appartenenza a quella determinata famiglia. Questa gonna a portafoglio realizzata in tartan, viene chiusa da lacci in pelle con fibbia e una spilla a fermare svolazzamenti imbarazzanti. Si dice infatti che gli scozzesi sotto il gonnellino non indossino la biancheria intima. Questo dà fascino, seduzione e mistero agli uomini. Un modello per eccellenza è Sean Connery, lo scozzese e lo 007 più famoso nel mondo.
Seppur gli scozzesi in kilt siano un’immagine tentatrice e sensuale, non ci sono gambe più belle di quelle mostrate dalle donne con le gonne.

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