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GDPR – Normativa sulla Privacy

Il 25 maggio 2018 è diventato efficace il nuovo Regolamento Europeo n. 679/2016 (il cosiddetto “GDPR”) riguardante la protezione dei dati personali. Lo scopo è quello di garantire a tutti gli utenti di siti web la conoscenza di :

  • quali dati vengono raccolti
  • perchè vengono raccolti i dati
  • come vengono conservati e utilizzati i dati
  • quando e con chi vengono condivisi i dati

Questo sito è un blog di scrittura, parliamo di racconti o recensione di racconti e siamo ospiti di WordPress, non abbiamo un nostro dominio, siamo quindi limitati nel gestirlo e ce ne occupiamo in modo saltuario. Non siamo interessati ai dati, nè abbiamo capito quali dati WordPress, o meglio  https://automattic.com la società di cui WordPress fa parte, raccolga. Non utilizziamo plugin di terze parti, ma solo quello fornito da WordPress (Automattic) che consiste in: jetpack.  che si occupa in automatico del design del sito, dell’analisi statistica e della sicurezza (antispam).

Possiamo immaginare che i dati raccolti riguardino

  • Commenti

Visto che quando i visitatori lasciano commenti sul sito compilano un modulo ed inoltre wordpress dà la possibilià al sito di utilizzare tramite jetpack un “antispam” ai commenti con un servizio chiamato Akismet di jetpack

  • Iscrizione

Perchè quando vi iscrivete lasciate nel modulo la vostra mail per la registrazione come follower.

Gli articoli su questo sito possono contenere anche media incorporati (ad esempio video, immagini, ecc.). I contenuti incorporati di altri siti web si comportano esattamente nello stesso modo in cui si comporta il sito di origine.

  •  Condivisione su social network

Metter un mi piace e condividere su facebook  o twitter è sempre un dato che state inserendo, di cui l’amminisratore del sito non ha gestione, per questo ci rifacciamo alla politica dei cookies di wordpress.

Prometto che studierò meglio la gestione dei dati, intanto potete dare un occhiata alla pagina che spiega la politica dei cookies di wordpress. La trovate tradotta in italiano anche qui sul nostro blog.

Cosa possiamo fare per voi utenti

La nuova normativa descrive i diritti degli utenti in merito alla protezione dei dati e come esercitarla.

Se non volete accettare l’uso dei cookies, potete anche cancellare, disabilitare o filtrare l’utilizzo seguendo le istruzioni previste per il vostro browser:

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http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11

Opera
http://help.opera.com/Mac/12.10/it/cookies.html

Safari per Mac
https://support.apple.com/kb/PH21411?locale=it_IT

Safari per iPhone e iPad
https://support.apple.com/it-it/HT201265

Per gli utenti che si sono registrati al blog (follower), facciamo presente che noi non abbiamo, come dato, neanche l’indirizzo email, che viene gestito in automatico da wordpress ed ogni volta che viene pubblicato un articolo può, su nostra indicazione, inviarvi mail con il post. Se desiderate essere esclusi da questo automatismo inviate pura una richiesta a calibano.writer @gmail.com

Se volete cancellare la vostra registrazione al blog oppure qualcuno dei commenti inviate una richiesta specifica sempre a calibano.writer @gmail.com

Se avete commenti o suggerimenti da darmi sarò ben felice di ascoltarvi.

A questo link: https://automattic.com/privacy/ trovate anche L’informativa sulla Privacy di Automattic la società che gestisce wordpress e jetpack  in adempimento del Regolamento UE n. 2016/679 – “GDPR”.

 

 

 

 

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L’ammazzacaffè di Balestro – Voglio la mamma, sono una mamma

keep-calm-and-ammazza-caffe (1) Nuovo post della rubrica di Tiziana. Una settimana dopo la festa della mamma, ecco un ammazzacaffè dedicato a tutte le mamme…Auguri…sempre!

Voglio la mamma, sono una mamma

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La prima volta de “La voce di Calibano” VI° giorno

Quando ho pensato di raccontare una “prima volta”, d’istinto mi sono venuti in mente due momenti: la prima volta che ho fatto l’amore e quando sono diventata madre. Due momenti importanti nella mia vita, come in quella di ogni donna e madre. Ci ho pensato ancora e ho deciso di virare su qualcosa che fosse più leggero e non raccontasse di questioni così intime.
Il sesso, la prima volta è particolarmente “segnante”, sai che stai diventando donna e le tue pulsioni, fino ad allora frutto della fantasia, diventeranno reali nel fare l’amore con il tuo compagno. Volevo tenere per me, quel ricordo. E che dire della prima volta che hai sentito tuo figlio piangere? La prima volta che diventi madre è qualcosa d’indescrivibile, non saprei trovare le parole giuste per raccontarlo. Volevo condividere qualcosa di meno impegnativo, ma vero, reale, io che di solito parlo di me con fatica. Ma questo non è che un mini assaggio, un aneddoto divertente che ripensandoci può essere una spiegazione al mio studio della lingua spagnola. Perché? Leggetelo e capirete.

La prima volta in volo verso la Spagna

2018-Tiziana Spagna

Il cuore batte forte e ti stringo la mano. Forse abbiamo paura, tu più di me anche se per te, non è il primo viaggio in aereo. Io sono così eccitata; non sono mai stata su un volo aereo e l’incoscienza si mescola all’emozione di felicità: la prima volta che viaggio con te e per giunta su un aeroplano. Non so cosa mi spinga, poi, a rilassarmi, dopo un inizio di terrore; la tua faccia è ancora tesa e io non faccio altro che godermi ogni novità: il discorso dell’assistente di volo, il panorama da un finestrino ovale, l’idea di andare in Spagna e la tua mano che avvolge la mia e viceversa. Si vede che stiamo insieme da poco, l’aria felice è stampata per tutto il giorno in mezzo agli altri, persi nelle chiacchiere o, al contrario, in mute reazioni. Anche qui: io esterno con le parole la felicità del nostro primo viaggio, tu taci e mi fai capire la contentezza con i tuoi gesti finché non parte l’aereo e questa stasi emotiva rimane in perfetto equilibrio per tutto il percorso Roma – Palma di Maiorca. I cuori sono sospesi per poi atterrare in albergo. Tutto così strano: dal dividere per una settimana gli oggetti e le abitudini in quella stanza fino a conoscere ogni piccolo particolare del nostro linguaggio fisico e mentale. La nostra prima (breve) convivenza per giunta lontano da casa. Sarà per questo che troviamo tutto interessante, stimolante ai nostri occhi. Ci accendiamo come le luci del sole in spiaggia (per altro con una sabbia bianca e finissima) o come quella delle tante discoteche che illuminano il viale di Santa Ponsa. Le mani sembrano appiccicate nonostante il caldo, si staccano per poco, il tempo di una canzone anni ‘80 che balliamo. Vederti muovere mi provoca una risata, sei il solito palo in mezzo alla pista e la tua timidezza va oltre fregandosene di figuracce, visto la tua esibizione poco elegante. Una sigaretta. Un po’ di relax dopo tanto ballare. Una foto sulla panchina fuori dal locale: io, te e la sigaretta. Ci facciamo scattare la foto da un ragazzo che ha la metà degli anni nostri e ci scappa una risata. Saremo i più vecchi. Dal ridere quasi ti cade la sigaretta. Lasci le mie spalle che cingi per fare la foto e tasti i pantaloni come un poliziotto che cerca la refurtiva. Dell’accendino nessuna traccia e io non fumo. Non mi sono portata neppure la borsa, tutto infilato nei miei jeans. Poche cose portate; voglio essere libera di muovermi in una città che mi è piaciuta da subito, libera di stringerti, libera di ballare. Chiedi tu per accendere, mi sussurri. E come si dice accendino in spagnolo? Non lo so. Arranco uno spagnolo maccheronico e l’unica cosa da fare, oltre a chiedere “fuego”, è quella di mimare col pollice il gesto dell’accendino. Tu sei sulla panchina, io mi sono spostata verso un signore con la sigaretta in bocca. Avrei potuto prendere la tua sigaretta e farmela accendere. Nella fretta non ci ho pensato, ma almeno ho provato a interagire in una lingua non mia. Ci si capisce lo stesso, non sono lingue troppo distanti, ma non basta una ‘s’ per parlare spagnolo. Sigaretta accesa e nuova parola da cercare sul dizionario e nuovo giro di parole, musica, aria salmastra e mani incrociate. E baci al sapore di nicotina. Forse non sono così male le tue labbra al sapore naturale, senza aver fumato. Speriamo che la prossima volta ti dimenticherai le sigarette, oltre l’accendino.

N.b. in spagnolo accendino si dice: encendedor.

 

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Tardi

data 4 dicembre

Tardi

Marco Freccero

 

Tu dici
non guardare indietro, sono ombre
e io ti do ragione ma:
ricordo quelle giornate
forti come il sole o il vento.
Di un Natale di odori e profumi,
freddo e neve e gelo,
eppure non c’era paura né solitudine.
Ma abbracci e forza.
Quindi, vai pure avanti
nel mondo senza inverno,
e scusami.
Quelle ombre hanno da raccontare ancora tanto,
e per questo mancherò
al tuo Natale di troppa luce.


foto frecceroMarco Freccero nasce nel 1966 in provincia di Savona, dove risiede. In passato ha lavorato come operaio, magazziniere, commesso, aiuto magazziniere, addetto alla vendita, autista.

Adesso fa parte del team EspertiMac dei siti BuyDifferent-TrenDevice e per essi produce libri elettronici e videocorsi destinati a insegnare l’uso dei computer Mac e dei dispositivi mobili Apple alle persone. Per la casa editrice 40K ha scritto il libro elettronico: “Starter kit per blogger”.

Scrive racconti, che sono sfociati in un progetto: la Trilogia delle Erbacce. Vale a dire: “Non hai mai capito niente”; “Cardiologia”; e infine «La Follia del Mondo», tutti in vendita sui principali negozi online e disponibili solo come ebook.

Cura un blog: https://marcofreccero.wordpress.com. Ha anche un canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCKVAeNG6vlfWQ6x5Sa7N-wg
Ha una pagina su Facebook (https://www.facebook.com/insiemenelbuio/)
Ed è presente su Twitter: @Marco_Freccero


 

Marco così risponde alle nostre domande sul Natale.

1. Qual è il Natale che ricordi con particolare attenzione e perché?

Ovviamente quelli dell’infanzia. Anche se ormai, forse sarà l’età, ma non ricordo molto di allora, quindi non so affatto indicare un Natale preciso. A parte il freddo che faceva, quello lo ricordo abbastanza bene. Perché allora, negli anni Settanta, il Natale era fatto di gelo e di neve.

2. Se potessi scegliere, cosa vorresti ti regalassero per Natale?

Non saprei. Anzi, direi che ormai non mi interessa ricevere regali a Natale. Mi accontento che arrivi, che l’atmosfera si ricrei.

3. Se pensi al Natale, quale racconto, romanzo o poesia ti viene in mente?

È inevitabile pensare al “Racconto di Natale” di Charles Dickens. Inoltre, io adoro Dickens, quindi non posso che citare lui. Sì l’ho letto, si capisce.

4. Non è Natale senza…continua tu.

Neve. Ma ormai è un ricordo distante. Il cambiamento climatico ci regala ormai un Natale mite e senza neve, né freddo, né gelo.

5. Pandoro o panettone?

Panettone, ma savonese, quindi quello basso! È più popolare quello che si produce a Genova invece, che è più alto.
Ma se arriva pure il pandoro non mi tiro certo indietro: mangio pure quello.